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🔹 Dalla febbre al cuore aperto: la mia lotta per la vita - Testimonianza di Davide Ramella, 40 anni

 Dalla febbre al cuore aperto: la mia lotta per la vita
 (Testimonianza di Davide Ramella, 40 anni)

Il 29 dicembre 2022 mi sono svegliato nel cuore della notte con una febbre altissima: 42°C.

Non potevo assumere Tachipirina : 
sono allergico a moltissimi farmaci, compresi antibiotici e antidolorifici, così ho iniziato subito una terapia cortisonica.

Il mio medico mi ha chiesto se avessi altri sintomi. 
Niente, solo febbre e stanchezza. 

Preciso che convivo già con sordità, asma grave e allergie multiple. 
L’ultima cura, appena due settimane prima, era stata un’iniezione di anticorpi monoclonali per asma e orticaria cronica.

Passavano i giorni, ma la febbre non scendeva mai sotto i 38-39°C. 
Ho fatto diversi accessi in pronto soccorso, ma nessuno voleva prescrivere un’emocoltura (“si fa solo in certe situazioni”, mi dicevano). 
Tampone Covid sempre negativo, così tornavo a casa con cortisone e poche risposte.
L’allergologo ipotizzava una reazione avversa ai monoclonali. 

Poi, a marzo, durante una visita, un collega percepì uno strano soffio cardiaco e mi consigliò un ecocardiogramma: lieve insufficienza mitrale, nulla di nuovo.

Il giorno dopo, però, un’altra cardiologa volle ripetere l’esame. 

Appena posò l’ecografo sul mio torace, cambiò espressione e chiamò tre colleghi:

“Non hai più la valvola mitrale. Il tuo cuore è pieno di vegetazioni.”

Diagnosi: endocardite infettiva con setticemia

Fui ricoverato d’urgenza. 

Avevo setticemia estesa, ischemia acuta al cervelletto, cuore in scompenso e polmoni pieni di liquido. 

I medici mi dissero che avevo solo il 14% di possibilità di sopravvivere a un intervento.

Proposero una valvola biologica, ma rifiutai: 
volevo una valvola meccanica St. Jude 29. 

Non volevo neanche trasfusioni (non per motivi religiosi, ma personali).

Il 7 aprile, dopo un peggioramento improvviso, mi operarono a cuore fermo in circolazione extracorporea: 
Dalle 7 del mattino fino alle 15:30. 

Alle 17 ero in rianimazione.

Il post-operatorio: dolore e allucinazioni

Il dolore era insopportabile, ma la cosa peggiore fu il ritorno della febbre alta. 

Mi immergevano in una vasca di ghiaccio per abbassarla. 
Rimasi così per 4 giorni.

In terapia intensiva, per 10 giorni, ebbi allucinazioni vivide: animali che nessuno vedeva, persone con il volto da cane, presenze invisibili ai medici e a mia moglie.

Dopo il trasferimento in subintensiva, ringraziai il primario che mi aveva salvato: dott. Attisani, Ospedale San Giovanni Bosco di Torino.

La riabilitazione fu complicata: avevo ancora acqua nei polmoni, ma in clinica insistevano con esercizi respiratori aggressivi. 

Risultato: il diaframma rimase sollevato a sinistra, peggiorando la respirazione.

Dopo mesi, tornai a casa. 

Ci è voluto un anno intero per stabilizzare la terapia anticoagulante (INR). 

Oggi prendo 1 compressa e 1/4 di warfarin al giorno, continuo la fisioterapia per migliorare resistenza ed equilibrio.

La causa più probabile dell’infezione? 

Le iniezioni di monoclonali: forse contaminate o lasciate aperte per 30 minuti prima della somministrazione.

Non avevo mai fatto colonscopie o interventi dentali nel periodo precedente, quindi restava quella come via di ingresso del batterio.

Penso spesso a come un’emocoltura, fatta in tempo, avrebbe potuto evitare tutto questo. 

La sanità, almeno in Piemonte, è peggiorata molto dopo il Covid: ora sembra tutto a pagamento.

Oggi vivo con una valvola meccanica: 
la vita è possibile, ma bisogna imparare a riconoscere i propri limiti.

La terapia anticoagulante richiede pazienza e disciplina, ma ci si abitua.

Portare la mia testimonianza serve a dire a chi si trova in situazioni simili: 
non mollate mai, fatevi ascoltare, pretendete gli esami che vi spettano.

E ricordate: anche chi ci sta accanto soffre con noi. 
Spesso senza poterlo mostrare.


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Questo blog è basato sulla mia esperienza personale con una valvola meccanica e la terapia anticoagulante. Non sono un medico e non intendo fornire consigli medici. Le informazioni condivise hanno uno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere di un professionista sanitario qualificato. Prima di modificare cure, farmaci o abitudini legate alla salute, consulta sempre il tuo medico. 🩺

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